LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE VI
Del regolamento di giurisdizione e di competenza

Art. 48

Sospensione dei processi
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. I processi relativamente ai quali è chiesto il regolamento di competenza sono sospesi dal giorno in cui è presentata l'istanza al cancelliere a norma dell'articolo precedente o dalla pronuncia dell'ordinanza che richiede il regolamento.

II. Il giudice può autorizzare il compimento degli atti che ritiene urgenti.


GIURISPRUDENZA

Istanza di fallimento - Provvedimento che dichiara l'incompetenza ex art. 9-bis l.fall. - Comunicazione alle parti costituite - Necessità

Ordinanza ex art. 9-bis l.fall. - Regolamento necessario di competenza - Ammissibilità - Misure cautelari sul patrimonio del fallendo durante la sospensione del processo - Possibilità - Sussistenza

Giudizio prefallimentare - Mancata comunicazione dell'ordinanza che declina la competenza - Conseguenze
.
Il provvedimento che declina la competenza del tribunale sull'istanza di fallimento ex art. 9-bis l.fall. deve essere comunicato alle parti costituite, secondo i principi generali in tema di provvedimenti del giudice. (Principio pronunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c.).

E' ammissibile il regolamento necessario di competenza avverso l'ordinanza che decide sulla competenza, ai sensi dell'art. 9-bis l.fall., con la possibilità, durante la sospensione del processo ex art. 48 c.p.c., che il creditore istante ovvero il P.M. invochino l'adozione di misure cautelari sul patrimonio del fallendo, ai sensi dell'art. 15 l.fall. (Principio pronunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c.).

Le parti del giudizio prefallimentare possono subire un pregiudizio, ove sia stata omessa la comunicazione dell'ordinanza che declina la competenza, trovandosi nella condizione di non poter promuovere il regolamento nel termine fissato dall'art. 47 c.p.c.: spetta al giudice del merito apprezzare nel caso concreto l'esistenza di siffatto pregiudizio, anche tenendo conto dell'interesse delle parti alla proposizione del regolamento, che chiaramente difetta nel soggetto che abbia ottenuto dal primo giudice adito esattamente l'accoglimento dell'eccezione di incompetenza proposta. (Principio pronunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c.). (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2019, n. 20666.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Pronuncia declinatoria della competenza - Termine per la riassunzione innanzi al giudice indicato come competente - Istanza di regolamento di competenza - Sopravvenuta irrilevanza del termine - Sussistenza - Fondamento.
Intervenuta una pronuncia declinatoria della competenza, il termine ivi fissato per la riassunzione della causa innanzi al giudice indicato come competente diviene irrilevante quando sia proposto regolamento ai sensi dell'art. 42 cod. proc. civ., perché da quel momento lo svolgimento del processo dipende dalla decisione della Suprema Corte, qualunque essa sia (anche in rito, per declaratoria di inammissibilità o di improcedibilità), sicché la riassunzione, in applicazione dell'art. 50 cod. proc. civ., deve avvenire nel termine fissato dalla Corte o, in mancanza, in quello previsto dalla stessa norma. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Luglio 2015.


Fallimento e concordato preventivo - Rapporto tra i procedimenti - Contemporanea pendenza avanti giudici diversi di reclamo avverso la dichiarazione di fallimento e di procedura di concordato - Regolamento d'ufficio della competenza - Conseguenze.
Qualora la sentenza dichiarativa di fallimento sia stata impugnata con reclamo, allegando sia l'incompetenza del tribunale che l'ha pronunziata sia la mancata instaurazione del contraddittorio, e qualora il diverso tribunale innanzi al quale pende una procedura di concordato preventivo abbia chiesto, ritenendosi competente, il regolamento d'ufficio della competenza, ricorrono le condizioni per l'applicazione analogica dell'art. 48 c.p.c.; ne consegue la nullità della sentenza se la corte di appello dichiara la sospensione del processo solo dopo avere pronunziato sulle questioni diverse da quella della competenza e successivamente, in sede di regolamento, viene dichiarata l'incompetenza del tribunale che ha emesso la sentenza di fallimento. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Sospensione del giudizio ai sensi dell’art. 48 c.p.c. - conseguente sospensione del procedimento di mediazione delegata disposto nel frattempo - Esclusione.

Rilevanza ai fini della determinazione della competenza per territorio dell’organismo di mediazione dei criteri diversi da quelli previsti dalla sezione III del titolo primo del c.p.c. - Esclusione.
.
In linea generale, può escludersi che la sospensione del giudizio possa determinare anche sospensione del procedimento di mediazione che sia stato disposto nel corso di esso, dal momento che questo incidente, pur inserendosi nel giudizio, ha una propria autonomia, ricollegabile alla sua esclusiva finalità conciliativa, cosicchè non pare risentire delle sorti del processo (un riscontro a tale ricostruzione è rinvenibile nel disposto dell’art. 6,. comma 2, d. Lgs. 28/2010 che prevede che il termine per lo svolgimento della mediazione non è soggetto a a sospensione feriale). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’art. 4, comma 1, d.Lgs. 28/2010, come introdotto dall’art. 84, comma 1, lett. b, del D.L. 21 giugno 2013 n.69, convertito con modificazioni nella L.9 agosto 2013 n.98, non attribuisce rilievo, ai fini della determinazione della competenza per territorio dell’organismo di mediazione, a criteri diversi da quelli contenuti nella sezione III del titolo primo del c.p.c., cosicchè non rilevano, al fine suddetto, eventi processuali come la litispendenza o la continenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 27 Gennaio 2014.