LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO IV
Dell'esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare

Art. 614

Rimborso delle spese
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Al termine dell'esecuzione o nel corso di essa, la parte istante presenta al giudice dell'esecuzione la nota delle spese anticipate vistata dall'ufficiale giudiziario, con domanda di decreto d'ingiunzione.

II. Il giudice dell'esecuzione, quando riconosce giustificate le spese denunciate, provvede con decreto a norma dell'articolo 642.


GIURISPRUDENZA

Procedimento possessorio - Determinazione delle modalità di attuazione - Liquidazione delle spese processuali - Mancata prosecuzione per il giudizio di merito - Modalità - Contestazione.
Il giudice che, nell’ambito di un procedimento possessorio, abbia provveduto, ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c.,  alla determinazione delle modalità di attuazione del provvedimento emesso a favore del ricorrente, nel caso in cui il giudizio, in difetto dell’istanza di cui al quarto comma dell’art. 703 c.p.c., non prosegua per il merito, può procedere, su istanza del ricorrente, alla luce del principio espresso dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.379/2007, secondo cui qualunque provvedimento suscettibile di divenire anche solo ipoteticamente idoneo a divenire definitivo deve contenere la liquidazione delle spese processuali, anche alla liquidazione delle spese della fase di attuazione, le quali, ai sensi dell’art. 95 c.p.c., devono gravare sulla parte debitrice e, quindi, sulla parte assoggettata alla attuazione del provvedimento possessorio.

La liquidazione delle spese processuali sostenute dal ricorrente per l’attuazione forzata del provvedimento possessorio non può avvenire con le modalità previste per l’esecuzione degli obblighi di fare dall’art. 614 c.p.c., trattandosi di una norma eccezionale insuscettibile di applicazione analogica.

La liquidazione delle spese processuali sostenute dal ricorrente per l’attuazione forzata del provvedimento possessorio, se effettuata in sede sommaria ed in assenza del prosieguo della causa per la fase di merito, è da ritenersi priva del carattere della decisorietà ed è pertanto liberamente contestabile, sia sotto il profilo dell’an che del quantum debeatur, in sede di opposizione a precetto o all’esecuzione, se iniziata, trattandosi di giudizio a cognizione piena in cui la condanna alle spese può essere ridiscussa senza limiti, come se l'ordinanza emessa dal giudice della fase sommaria costituisse, sul punto, un titolo esecutivo stragiudiziale. (Nicola Fabrizio Solimini) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 20 Dicembre 2019.


Controversie concernenti l’affidamento e il mantenimento di figli nati fuori del matrimonio promosse ex artt. 337 bis e segg. c.c. – Condanna del genitore al pagamento di somma da parte del tribunale, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., per ogni violazione o inosservanza dei provvedimenti di cui al decreto di regolamentazione dei rapporti genitori/figli – Inammissibilità.
Poiché la sanzione prevista dall’art. 614 c.p.c.  può accedere unicamente a sentenze di condanna ad un obbligo (determinato) di fare o di non fare, tale misura di coercizione indiretta è inammissibile nei procedimenti aventi ad oggetto l’adozione di provvedimenti ex art. 337 bis e ss. c.c. atteso che i “provvedimenti riguardo ai figli” che il Tribunale deve adottare ai sensi dell’art. 337 ter c.c., in relazione al regime di affidamento, alla regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale, ed alla determinazione dei tempi e delle modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore, non comportano alcuna statuizione di “condanna” a carico dell’uno o dell’altro genitore e, inoltre, la competenza ad accertare inadempimenti ai provvedimenti ex artt. 337 bis e ss. c.c. o comportamenti che comunque “arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento”  spetta  esclusivamente “al giudice del procedimento in corso” o al tribunale in composizione collegiale, e non certamente al giudice dell’esecuzione (in sede di eventuale opposizione a precetto ex art. 614 bis c.p.c.), come espressamente previsto dall’art. 709 ter c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Luglio 2018.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Liquidazione delle spese di attuazione dell'ordinanza di reintegra nel possesso - Ricorso ex artt. 611 e 614 c.p.c. al giudice dell'esecuzione anziché al giudice che ha emesso il provvedimento possessorio, ex art. 669-duodecies c.p.c. - Regolamento di competenza - Inammissibilità - Fondamento.
È inammissibile il regolamento di competenza con il quale si impugni, per violazione dell’art. 669-duodecies c.p.c., il decreto di liquidazione delle spese sostenute ai fini dell’attuazione del provvedimento di reintegrazione nel possesso, perché emesso dal giudice dell’esecuzione e non dal giudice, del medesimo tribunale, che ha pronunciato il provvedimento cautelare, in quanto, una tale censura, prospetta soltanto un problema di distribuzione degli affari all'interno del medesimo ufficio giudiziario e non un problema di competenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Maggio 2017, n. 12893.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Domanda cautelare di manutenzione di un contratto – Ammissibilità. .
E’ ammissibile la domanda cautelare di manutenzione ex 700 c.p.c. di un contratto, in quanto si pone in funzione strumentale dell’anticipazione non di un provvedimento costitutivo, ma delle prestazioni oggetto dei relativi obblighi consequenziali, e i dubbi circa l’imposizione cautelare di un facere infungibile debbono ormai ritenersi fugati dall’art. 614 bis c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Dicembre 2012.